martedì 12 aprile 2011

Universal vs RKO...questione di modernismo!

Oggi mi sono imbattuto in una vecchia collana di DVD dai titoli molto prestigiosi, ma come al solito con dei packaging sciatti e anonimi, come è facile trovare in Italia, specialmente quando si tratta di film classici. Prima di parlarvi del perchè il post è intitolato Universal VS RKO, mi permetto uno sfogo.
Mi chiedo: come mai nel nostro paese non si riesce almeno a copiare il design dei vecchi manifesti e della vecchia pubblicistica dei marchi storici come RKO, Universal o almeno dei tipici marquees dei cinema anni '50 per le copertine dei DVD "vecchi"? Voglio dire, in qualsiasi parte del mondo questi titoli sono presentati nello splendore della grafica dei tempi, parte integrante e fondamentale dell'oggetto film (immaginatevi una sala cinematografica che non espone manifesti e merchandising del film in proiezione, sarebbe come un ritorante con i bicchieri e le posate di plastica e le tovagliette di carta assorbente, no?!); oltretutto, come nell'idea dei pubblicitari del tempo, a sopperire talvolta alla mancanza di qualità di alcuni b-movie era proprio la pubblicistica, con materiali appariscenti e "sperimentali" da un punto di vista grafico. Poi è facile dare la colpa al P2P, ma se il prodotto originale è poco più che un disco in una scatola sciatta e triste e il valore sta tutto nel film, tanto vale scaricarselo gratis il film, no vi pare?! Vi faccio un paio di esempi: 

Carnival of souls 
 
A destra, la copertina dell'edizione italiana della encomiabile Enjoy Movies, a sinistra la copertina dell'edizione Criterion: che dire?! Intanto devo ammettere che l'EM un minimo di sforzo lo ha fatto (ne vedremo di peggio) ma il risultato non è minimamente paragonabile alla semplice scelta della Criterion di pubblicare il manifesto originale, senza troppi fronzoli...cosa vuoi di più?! Andiamo avanti...
WHITE ZOMBIE

Vi lascio indovinare qual'è la copertina del DVD italiano...ecco! L'economicissima Elstree Hill (una copia costa attorno a 5$, non so se mi spiego!) sceglie la stessa strada di Criterion, manifesto originale plain, ma si può anche dare un'immagine nuova come fa la mitica Redemption con le sue copertine in puro stile dark-gothic, sempre comunque interessanti e belle da vedere!
Ultimo esempio poi parliamo un po' dei mitici marchi delle vituperate major americane.

Classici RKO Radio Pictures

E dico, queste sono pubblicazioni di grandi distributori, dunque avranno pure a disposizione professionisti grafici e pubblicitari di grande livello, ma banalmente non interessa il tipo di messaggio che originariamente la pubblicistica di questi film veicolava, si cerca altro; altrimenti non c'è giustificazione per tanta sciatteria. Come se si assumesse che il pubblico di certi prodotti fosse di per se tetro e ragnateloso, ovvero serioso e radical chic, per cui dobbiamo presentargli una facciata tipo saggio storico o comunque niente di sgargiante perchè sennò si urta la sua eleganza posata! Inoltre, sembra che i signori alla scrivania di queste aziende diano per certo che i consumatori (di quello si tratta, non storcete la bocca) di questi prodotti siano esclusivamente anziani e, per di più rimbecilliti, vissuti ai tempi del bianco e nero, incapaci di concepire il mondo a colori; non è che se un film è in bianco e nero anche la confezione deve essere monocromatica o chi lo compra debba essere per forza uno che ha assistito alla prima dei film Lumiere!!! Ecco...ora mi sembra il momento di dirvi perchè mi sono tornate in mente le due major americane ...

Guardate questi loghi...
L'antenna irradiante dell'RKO...un monumento al modernismo!


Pianeta Universal, ancora oggi splendente nel suo stile barocco-bauhaus!

 Ed ora il meglio del meglio...
La sposa di Frankenstein! Una meraviglia...e ci stupiamo di Lady Gaga?!
Per dire che il cinema degli anni del bianco e nero (intendo il periodo d'oro degli studios 1920-1940), anche quello commerciale, che adesso è considerato classico da cineteca, non è un vecchio cimelio da museo, ne tantomeno un pezzo di antiquariato da tenere in teche di vetro, da venerare in modo reverenziale e distante, ma un occasione di spunto continuo e ricerca, di stile innanzitutto. Ricordatevi sempre che quello che sopravvive al tempo vuol dire che ha la qualità e la forza innovativa dalla sua parte. Da un punto di vista iconografico e visivo, tutto quello che ruotava intorno alla Hollywood degli anni d'oro è vivo e da prendere come un pozzo di ispirazione, mica da vendere come un noioso "film in bianco e nero" o come un asettico materiale di studio!!! Voglio dire che i marchi della Universal e della RKO Radio Pictures sono degli esempi di design senza tempo, il trucco e il design (sì, perchè di design si tratta) dell'acconciatura di Elsa Lanchester sono rivenduti annacquati e depotenziati dai Pop Idols di oggi (Lady Gaga e Tokyo Hotel per far due nomi). Leggo adesso che questo film è stato scelto nel 1998 per la preservazione nel National Film Registry della Biblioteca del Congresso degli Stati Uniti. Da noi, a malapena, gli academici riconoscono la statura di autore a Sergio Leone (un tizio che ha insegnato agli americani a fare il western moderno e che ha scoperto Clint Eastwood!!) figuriamoci se dei "commercianti" riescono a capire che immagine in movimento e design promozionale vanno mano nella mano?! Ma se sapessimo fare i conti con la storia e non considerassimo la cultura (sia quella alta che quella popolare) come un surplus un po' noioso per rompicoglioni intellettuali snob e pure poco macho, forse adesso saremmo in condizioni meno vergognose!

Pensate, per aver visto un marchio con un traliccio, cosa mi è venuto in mente?!...meditate terrestri...meditate!

5 commenti:

  1. Dottore i tuoi post diventano sempre più accurati e terrificanti!!

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  2. Terror is my business...and business is good!

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  3. Dr, ma rispondi solo in inglese?

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  4. Sì...sì...così mi do un tono!! Give myself a tune!!
    AAAhhhaaahhhaahhahhahahahaha...a la Lon Chaney Jr.

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