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| Bonnie Parker - Faye Dunaway Bonnie & Clyde, Arthur Penn 1967 |
Ma torniamo ai gangsters. La leggenda in questione è quella della famiglia Barker, di mamma Kate Barker per essere precisi. Dall'inizio degli anni '30 la cronaca racconta delle gesta di un gruppo di gangster senza scrupoli, i quattro figli di Kate Barker, Arthur "Doc", Herman, Loyd e Freddie, più Alvin "Creepy" Karpis, meglio conosciuti come la banda Barker-Karpis. Sono gli anni post-Grande Depressione e il midwest degli Stati Uniti è letteralmente strapazzato dalle scorribande dei numerosi public enemies, di cui ricordiamo ancora oggi i pittoreschi nomi e nomignoli: Al Capone, John Dillinger, Pretty Boy Floyd, Machine Gun Kelly, Baby Face Nelson e Bonnie & Clyde appunto. La peculiarità del clan Barker-Karpis sarà quella di creare una centrale del crimine dedita al bank robbery prima e ai sequestri poi, da cui passeranno e con la quale collaboreranno più o meno tutti questi "bravi ragazzi". Il ruolo di Kate "Ma" Barker nella gang non è mai stato chiarito. Di sicuro c'è che venne uccisa durante una sparatoria in uno dei covi della banda in Florida, insieme al figlio più piccolo, il prediletto Freddie. La cosa scosse molto l'opinione pubblica puritana americana, che non accettò il fatto che l'FBI avesse ucciso un'anziana, caritatevole e devota signora, la cui unica colpa era quella di essere la madre premurosa di un fuorilegge. Pare che il direttore dell'FBI J. Edgar Hoover in persona abbia inventato il mito della Bloody Mama, per salvare la credibilità dell'operazione e dell'FBI stessa, impegnata in una furiosa lotta da wild west contro la malavita gangster, ricamando attorno a Kate Barker il personaggio leggendario della capo banda senza scrupoli che aveva educato fin da piccoli i figli a rubare in chiesa e fatto uccidere il marito "smidollato". Mito tramandato ai posteri e così ben rappresentato al cinema dall'exploitation film, di Roger Corman, Bloody Mama del 1970.



