domenica 12 giugno 2011

VAMOS A MATAR EL SUN DEMON, COMPANEROS!!

Buongiorno miei cari
 che la pace sorga 
insieme al sole ogni mattina

Hey ma'am, tell Dr. SINema that I'm on my way, please
Dopo una settimana di riposo, ecco di nuovo il vostro premuroso medico del torbido pronto a regalarvi il suo sermone. Questa volta la democrazia ha avuto un po' più di partecipazione e il risultato si vede, the winner is: THE HIDEOUS SUN DEMON! Ma pensate che coincidenza?! In questa giornata particolare per voi terrestri che abitate nello stivale, il Dr SINema andrà a parlare di un film che è un culto del genere dei "mostri atomici", da non crederci, vero?! Invece, miei cari, dovete credere, perchè la fede è la guida per tutto!!

Bene, lasciamo perdere i convenevoli e torniamo a noi. La scorsa settimana ho promesso comunque di recuperare un breve commento sul film vincitore del poll "western", ovvero "Vamos a matar, companeros!", pellicola di Sergio Corbucci del 1970 con Tomas Milian e Franco Nero. Il film rientra nel genere odiosamente chiamato "spaghetti western", comunemente riferito a quelle pellicole prodotte in Italia negli anni '60 che si rifacevano al genere del western americano. Il fatto che gli Italiani si appropriassero di un genere così tipicamente ed esclusivamente americano, potrebbe facilmente suggerire una bassa manovra speculativa e di banale plagio, il problema è che un regista come Sergio Leone ha reinventato il genere western arricchendolo e re-insegnandolo agli stessi americani (pensate alla fortuna e al talento di Clint Eastwood!). A parte il fatto che io considero Sergio Leone uno dei più grandi registi di tutti i tempi mai nati sul vostro pianeta, devo riconoscere all'intero genere una peculiarità tutt'altro che fine a se stessa. Il western all'italiana ha prodotto una serie di pellicole di notevole impegno che, con la metafora della frontiera, dell'eroe cinico e corrotto, della rivoluzione messicana, hanno descritto con grande intuizione il mondo a cui andavate incontro, quasi a presagire quella che sarebbe stata chiamata la stagione degli "anni di piombo" (questa sì oggetto di speculazione, ma tanto alla moda ultimamente!). Nonostante non tutti i film siano stati all'altezza della trilogia del dollaro o di Requiescant, Quien Sabe?, Se sei vivo spara, Django (questo sicuramente non lo è!) il genere, per quanto tale, mi sento di approvarlo in toto. Dunque, cosa aspettate miei cari?? VAMOS A MATAR, COMPANEROS!!
Vamos a matar companeros! - Sergio Corbucci, 1970
Ma tornando al vincitore di questa settimana, che dire? Beh, innanzi tutto che esporsi alle radiazioni nucleari proprio bene non fa! Anche se a guardare con attenzione con il terzo occhio, il make-up del Sun Demon non è niente male, vero?!

sabato 11 giugno 2011

L'intervista su Pisanotizie...I WARNED YOU!

Buongiorno miei cari, il vostro temibile medico del torbido, ad inizio settimana, è stato contattato telepaticamente  da un'oscuro emissario della propaganda mediatica. Con il placet della Propaganda Psichica, a cui tutto è sottoposto, come ben sapete, abbiamo fatto una chiacchierata e il risultato potete leggerlo a questo indirizzo.
Ace in the hole - "AMAZING" Billy WIlder, 1951
Si parla dell'amata materia di celluloide, degli anni in cui gli artigiani della settima arte creavano i nostri incubi preferiti, dei territori paludosi del cinema exploitation, della necessità di consumo POPular e soprattutto della SUMMER OF FEAR che inesorabile e impietosa si sta avvicinando!!
Un grazie al terrestre illuminante Danilo e a tutta la psico-redazione!! Dottor SINema aprreciate your work guys!!!
The first DRIVE-IN - Camden NJ 1933
Opening night - cars on Crescent Boulevard 7 June 1933

mercoledì 8 giugno 2011

EDGAR G. ULMER - HBOTM Maggio 2011

MAGGIO 2011: EDGAR G. ULMER

 
 EDGAR G. ULMER, IL RE SULLA POVERTY ROW
Edgar G. Ulmer è conosciuto dai cinefili più spregiudicati per l’horror The Black cat, dove compaiono, per la prima volta insieme, i due mostri sacri Bela Lugosi e Boris Karloff e per un noir del 1945 dal titolo Detour, film al quale Jean Luc Godard ha reso omaggio 40 anni dopo con il suo Detective. La maggior parte degli altri film da lui diretti è rimasta per lo più sconosciuta (a parte qualche rara eccezione come Il dominatore di Wall street o Bluebeard), vuoi per la disattenzione di certa critica "alta", anche americana, vuoi per i metodi produttivi e distributivi low budget che hanno reso praticamente introvabili copie e negativi immediatamente dopo l’uscita nelle sale - molti titoli della sua filmografia sono ormai orphan film,  pellicole di cui nessuno ha mantenuto i diritti e i cui negativi sono andati persi in chissà quale magazzino.
A rivalutarlo ci pensarono i francesi che ruotavano intorno alla redazione dei Chaiers Du Cinema e in particolar modo Francois Truffaut, con un articolo apparso nel 1956, è stato colui che lo ha sottratto all'oblio. La critica americana farà più fatica a riconoscergli lo status di autore e dobbiamo attendere la lunga intervista di Peter Bogdanovich, pubblicata postuma nel 1974, perchè si cominci a rendergli giustizia.
Boris Karloff, The Black Cat - 1934
Da qualche anno l’attenzione intorno a questa figura singolare e interessantissima si è riaccesa (da ricordare la retrospettiva curata da Emanuela Martini nel 1989 al prestigioso Bergamo Film Meeting) e, con un po’ di fatica, si riescono anche a recuperare alcuni dei suoi film. Dagli esordi per la Universal, all’esilio newyorkese, fino al ritorno a Hollywood con gli studios indipendenti della Poverty Row, il cammino frastagliato di Edgar G. Ulmer è sempre stato coerente alla sua idea di fare cinema. Un duro e puro lo definirebbe qualcuno, noi sul nostro pianeta preferiamo chiamare queste creature "illuminati". Ed Ulmer è stato un perfetto illuminato, maestro della produzione in economia e della trovata geniale, sostenitore del cinema diretto (sulla scia dei grandi documentaristi russi, coetaneo dei neorealisti italiani e anticipatore della stagione del new cinema!) e allo stesso tempo capace di imbastire storie "nere" e torbide al limite dalla fantasmagoria, ma anche a suo agio con il colore, la commedia, il musical e il western. Un eclettico intransigente! D'altra parte che cosa volete aspettarvi da un'unità carbonio nata in Cecoslovacchia, cresciuta a Vienna, maturata a Berlino ed emigrata negli Usa?! Come avrete capito...un essere umano a cui è doveroso dedicare più spazio!!

Come suggerisce con una certa malizia Emanuela Martini, nell'introduzione alla raccolta di saggi da lei curata per la personale di Edgar G. Ulmer del Bergamo Film Meeting del 1989, tutta la storia del regista austriaco può essere letta come un incessante susseguirsi di deviazioni-detour. Primogenito di quattro figli, Edgar nasce a Olumuz, nell'attuale Repubblica Cieca, nella residenza estiva dei genitori, residenti a Vienna, il 17 settembre del 1902. Rimasto orfano del padre, morto di malattia mentre prestava servizio militare durante la prima guerra mondiale, il giovane Ulmer viene preso in carico dalla comunità ebraica, a cui il defunto padre apparteneva, e trova rifugio fino alla fine del conflitto in Svezia. Tornato a Vienna viene ospitato dalla famiglia di un compagnio di scuola, Schildkraut, ed è qui che avrà il primo contatto con il mestiere del cinema. Nel 1918, infatti, nel suo curriculum si legge: designer per la Decla-Bioscope, che nel 1921 diventerà UFA.
Nel frattempo studia architettura alll'Accademia delle Arti e delle Scienze di Vienna ed inizia a lavorare come scenografo in teatro con la compagnia di Max Reinhardt nel periodo 1919-1922. Di lì a poco avviene il passaggio alla produzione cinematografica, passaggio o meglio deviazione, seguendo il nostro ragionamento, anche perchè i fatti raccontati da Ulmer riguardanti questo periodo sono molto ambigui. Dice di aver collaborato alle scenografie di Der Golem di Paul Wegener (ipotesi ormai accreditata, anche se mai verificata puntualmente) in qualità di direttore artistico (in realtà lui dice che il suo compito era di tagliare i mascherini della macchina da presa), di aver partecipato alla produzione de Il gabinetto del Dr. Caligari di Robert Wiene, di esser stato collaboratore di Fritz Lang (categoricamente smentito dal cineasta tedesco) e di Friedrich W. Murnau.

Friedrich Wilhelm Murnau sul set
La collaborazione con Murnau c'è stata sicuramente, anche perchè Edgar lo segue pochi anni dopo, nel 1926, in America, per assisterlo alla regia del capolavoro Aurora, del 1927, prodotto dalla 20th Century Fox, vincitore di 2 premi Oscar e, qualche anno dopo per partecipare alla produzione di Tabù, nel 1931, ultima pellicola del maestro tedesco, progetto nato in collaborazione con il pioniere/documentarista Robert J. Flaherty.
Sempre dal curriculum pubblicato dal sito film reference si legge che nel 1923 era già in America come designer per la Universal a New York e che sia tornato una prima volta a Berlino per assistere Murnau nel 1924. Tornato a Berlino - una seconda volta? - nel 1929, firma la sua prima regia in un film collettivo insieme a Curt Siodmak, Robert Siodmak, Fred Zinnemann con la sceneggiatura di Billy Wilder: Menschemm am sonntag - Uomini di domenica, uscito nel 1930. Trattasi di un documentario che prende in esame le abitudini nel giorno di riposo di alcuni personaggi berlinesi e di come amino passare la domenica nei boschi intorno alla città. In questa pellicola Ulmer anticipa la sua inclinazione e talento per il documentarismo, che gli tornerà molto utile negli anni a seguire negli States, e che manifesterà ogni qual volta si cimenterà con soggetti di forte connotazione sociale e realistica. La strada sembrerebbe spianata dunque, invece una nuova deviazione attende Edgar G. Ulmer.

martedì 31 maggio 2011

Under my unquite skull: adotta un film!!


Cari miei, l'estate incombe minacciosa, ma il vostro premuroso medico del male non vi lascerà da soli ad affrontare le lunghe notti calde, umide, insonni ed affollate di zanzare di ogni specie. Riempite i frigoriferi di birre, scegliete il vostro incubo preferito e adottatelo!! Il Dottor SINema in persona - o meglio, nel suo involucro terrestre - verrà a casa vostra munito di tutto il necessario per presentare una orribile visione sotto le stelle. 
Non abbiate paura, sarà soltanto un film...aaaaaahhhaaaahahahahahahahhhaaahh (a la Vampira)

Per la lista degli incubi in adozione andate alla pagina SUMMER OF FEAR.

domenica 29 maggio 2011

M...come Mad Love!

BENVENUTI MIEI CARI


QUANDO LA PACE HA LE MANI LEGATE...
E' IL MOMENTO DI AMPUTARLE!


Questa volta il sermone arriva un po' in ritardo. Me ne scuso, ma gli eventi hanno costretto il vostro orribile medico del male a fare le corse e solo adesso trovo il tempo per scrivere. 

Stephen Orlac (Colin Clive) with his wife actress Yvonne (Frances Drake)
Dunque, il vincitore del sondaggio di questa settimana è Mad Love - Amore folle, pellicola girata nel 1935 da Karl Freund e interpretata da Peter Lorre (chi volesse leggersi una sinossi, clicchi qui). Pensate che coincidenza?! Già, perchè Peter Lorre sarà l'HBOTM di giugno, sembrerebbe proprio una fortunata casualità, o, ad esser maliziosi (e noi lo siamo per genesi!) potrebbe sembrare una calcolata macchinazione. Siccome sono un grande fan della dietrologia e di tutte le teorie del complotto, vi dico subito che questa è una macchinazione bella e buona. A tal proposito, mi sa che devo spiegare di nuovo come funziona la scelta dell'argomento del sermone: ogni settimana vi propongo 8 titoli da votare nel sondaggio IL PIU' TEMUTO; il film che, alla chiusura del sondaggio il sabato notte, vincerà, sarà l'argomento del sermone della domenica. Se però, come a questo giro, soltanto 2 persone esprimono la loro preferenza, a me risulta abbastanza facile votare 2 volte lo stesso film e decidere autonomamente di che cosa parlare. Quindi, anche se non avete mai sentito parlare dei film in concorso, votate lo stesso quello che vi incuriosisce di più, così poi leggerete il sermone e magari avrete l'illuminazione e la dritta per l'incubo prescelto, e questa è democrazia!!

Hans Beckert - M by Fritz Lang, 1931
Detto questo andiamo veloci a sermoneggiare su questo capolavoro strisciante. Mad love è il primo film americano di Peter Lorre e l'ultimo da regista di Karl Freund. Il piccolo attore ungherese aveva esordito al cinema con l'interpretazione del maniaco omicida Hans Beckert in M - Eine Stadt sucht einen Mörder di Fritz Lang del 1931 e, costretto a fuggire dalla Germania nazista nel 1933 (ma quanto avrà fatto bene all'arte quel frustrato microcefalo con i capelli unti e i baffini alla Chaplin??!!) riparerà in Inghilterra dove incontra Alfred Hitchcock che lo farà lavorare nei film L'uomo che sapeva troppo (1934) e L'agente segreto (1936). Nel 1935 giunge ad Hollywood e qui trova immediatamente spazio per dare sfogo alla sua recitazione a forte impronta espressionista, appresa bene negli anni della sua formazione in Germania, nel genere horror che in quegli anni imperversava nella mecca del cinema. Il regista Karl Freund, anche lui di origine Austro-ungarica, è stato direttore della fotografia di maestri del calibro di Carl Theodor Dryer, Fritz Lang, Wilhelm F. Murnau e Tod Browning, ed ha diretto per la Universal nel 1931 Boris Karloff ne La mummia.

Miss Fraculess' last picture show ass kicking review

Miss Fraculess said: 

In occasione dell'ultimo film della stagione invernale del Dr.SINema ho deciso di avventurarmi nuovamente nelle recensioni senza senso, quelle che le capiscono solo i partecipanti. Partecipanti che ieri sera hanno dato come sempre il meglio, nonostante i pistacchi si fossero rivelati largamente insufficienti a coprire il loro fabbisogno.


*** Attenzione al linguaggio non adatto ai piu' piccoli e agli spoiler ***

Ora prosegui nella lettura a tuo rischio e pericolo.

Vincenzo Prezzo aka Morgan: the best frame of the movie!
In questa pellicola Vincenzo Prezzo aka Morgan lotta contro degli zombie vampiri infettati dal germe della sega (persino la bambina diventa cieca a causa dell'infezione!)
Lui e' rimasto l'ultimo uomo sulla terra, a Roma, all'EUR, nonostante questo non viene ammesso al Festival di Sanremo perche' si sfonda di whiskeini tutte le sere ascoltando musica jazz, DROGATO! Si piglia certe sbornie che il giorno dopo ha sempre degli hangover scandalosi.
Scopriremo alla fine [SPOILER ALERT] che verra' ucciso dalla sua squadra degli over 25, capitanata dal labronico amico del Palla, il cui cd e' in vendita nel negozio di elettronica a Pontedera, vicino alla Panorama.


Tornando a noi, Vincenzo Ciccio Ingrassia non e' proprio solo, ma si trova ogni sera a dover affrontare una masnada di elettori di sinistra, senza cervello, che non si lavano, e alquanto maldestri. E' la zingaropoli, e lui ci da' di paletti di frassino ai quali ha fatto la punta (come allo stronzo), specchi, mazzi di teste d'aglio, benzina...
Ci sono i monatti che portano via i cadaveri durante i suoi flashback di quanto accaduto circa 30' prima, e a tutti noi presenti, che siamo degli intellettuali [intellettuale a me???] appare come una lampante citazione manzoniana dai Promessi Sposi.


Morgan, percuotendo l'autista monatto, chiede allarmato: "Questo camion viene dal quartiere nord? Questo camion viene dal quartiere nord? Risponda!" - "So un cazzo, signore."


E quando trova il cane del punkabbestia ci impiega circa sei ore a realizzare che anche il cane potrebbe essere infetto dal germe della sega, e infatti il povero canino fa questa fine qui:


giovedì 26 maggio 2011

HEY...WHERE THE HELL IS MY BRAIN??!!!

Buongiorno miei cari! Stamani mi sono svegliato e ho saputo che dalle vostre parti qualcuno è rimasto privo del cervello!! Come posso esimermi dal darvi il mio aiuto per ritrovare la vostra preziosa materia grigia?! Non vorrei sembrarvi troppo presuntuoso ma, anche se il mio ruolo di medico del male mi impone di intervenire sempre in vostro aiuto ad indicarvi le cure più adatte perchè la vostra malvagità non risenta troppo delle intemperie, questa volta mi sento un po' in imbarazzo: ma siamo sicuri che a qualcuno sia rimasto il cervello, o che sia mai stato attivato, in codesta provincia depressa del sistema solare?! Mah... io ho i miei dubbi!! Comunque sia, se qualcuno stamani sente il piano di cima un po' più leggero del solito, forse è veramente sparito il cervello e allora può dare un occhiata a queste immagini... magari riconosce il suo e lo recupera!!!


Se il vostro cervello fosse scappato sul Pianeta Arous non preoccupatevi, di solito da lì ritornano. Basterà avere la pazienza di inamidare il midollo spinale e re-inserirlo nella spina dorsale con un passacavo in teflon. Ah...per l'antipatico raggio distruttore che vi capiterà di lanciare dagli occhi, consiglio un buon occhiale con lente antiriflesso.


Se avete riconosciuto il vostro cervello in questo manifesto, tutto a posto: è in buone mani. Sicuramente non andrà a male e sarà nutrito adeguatamente. Mi raccomando però, quando andrete a ritirarlo, fate attenzione alla porta in legno stile prigione medievale che è in fondo al laboratorio...ecco, non apritela che dentro c'è un signore molto permaloso e altrettanto geloso!!