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domenica 12 agosto 2012

12 AGOSTO 1912 - 12 AGOSTO 2012


CENTO VOLTE BUON COMPLEANNO SAMMY!!

“Il cinema è come una battaglia: amore... odio... azione... violenza... morte. In una parola: emozione.”
Sam Fuller

“A Hollywood o sei un leccaculo, o crepi!!”
Sam Fuller

“Se non ti piace il cinema di Samuel Fuller, non ami il cinema!” 
Martin Scorsese

Photo courtesy of Christa Lang Fuller
Fattorino per il Journal di New York a dodici anni, giornalista di cronaca nera per il New York Evening Graphic a diciassette, pluridecorato per numerose azioni eroiche durante la campagna europea della seconda Guerra Mondiale (sbarco in Normandia compreso!), Samuel Fuller è il più europeo dei registi americani che il cinema mondiale ricordi.

La sua carriera è divisa esattamente a metà tra l’esordio con gli Studios e il cinema dei generi (ai quali ha impresso una svolta rivoluzionaria) e il percorso da indipendente iconoclasta.

Sempre fedele al suo credo del “cinema d’emozione” Sam Fuller è stato adorato dai registi della Nouvelle Vague francese, Godard su tutti, che lo ha addirittura omaggiato ritagliandogli un ruolo da attore per il suo cappolavoro Pierrot le Fou.

Anarchico, irriverente, libertario e spigoloso, odiatissimo dalle istituzioni conservatrici, così come dall’intellighenzia progressista: “I comunisti mi trattavano da fascista, i fascisti da comunista...” dirà in un intervista sulla realizzazione di Steel Helmet, primo film a mostrare la guerra in Corea.

Sam Fuller è stato relegato dalla critica all’universo del B-movie, per i ritratti dei suoi eroi marginali e dei suoi uomini così muscolari e incapaci di tenerezze, del suo mondo così maschio da sembrare grottesco agli occhi dell’intellettuale “alto”. Peccato che la realtà abbia dato ragione al “grossolano” Fuller, maestro di realismo becero e sudato, in una parola realismo!!

"JUST SAY "CIGARS" TO CHARLIE..."
"Ci vorrà soltanto un minuto, Miss Dietrich", le dissi. Sorpresa ma cordiale, mi invitò nel suo freddo camerino. Era bellissima, anche se stava tremando dal freddo. (…) "Signora Dietrich" le chiesi " la prego di portare un messaggio per me a casa."
"Impossibile," rispose "Assolutamente no."
Mi spiegò che aveva incontrato centinaia di soldati che le avevano chiesto di telefonare alle loro madri, alle loro fidanzate. Ma lei non poteva accontentarli tutti, e a tutti rispondeva la stessa cosa. Davvero impossibile.
Le dissi che non volevo che chiamasse mia madre. Volevo che riportasse una sola parola a Charlie Feldman a Hollywood.
"Charles K. Feldman," esclamò improvvisamente incuriosita "E' il mio agente, lo conosce?"
"Certo signora Dietrich," risposi. "E' anche il mio agente."
Si blocco e spalancò gli occhi.
"E' anche il suo agente?"
"Sì, lo è. Ha venduto i diritti del mio libro a Howard Hawks. Un romanzo intitolato The Dark Page. Il messaggio per Charlie è semplice, Signora Dietrich. Una sola parola. "Sigari". Dica a Charlie soltanto "sigari" quando tornerà ad Hollywood. D'accordo?"
Lei rise e versò un bicchiere di buon brandy per entrambi.
"Come ti chiami soldato?"
"Fuller. Sammy Fuller"
Mi chiese di scriverlo, ma rifiutai.
"Non è necessario il mio nome," le dissi " Dica solo "sigari" a Charlie. Lui capirà chi sono."
tratto da "A third Face - My tell of writing, fighting and filmaking" di Samuel Fuller con Christa Lang Fuller e Jerome Henry Rudes

Sam Fuller nasceva oggi cento anni fa! 
BUON COMPLEANNO SAMMY!!!

giovedì 23 giugno 2011

Samuel Fuller's NAKED KISS - una favola storpia

Credo che ognuno di voi, terrestri illuminati, ricordi perfettamente il suo primo impatto con Samuel Fuller. Di solito avviene dopo un lungo periodo di avvicinamento al suo mito, fatto di storie, citazioni, aneddoti, fotografie e testimonianze di suoi appassionati cultori.  
Amos Poe and Sam Fuller in Salsomaggiore 1982
photo: Ellen El Malkhi - courtesy of Rainfilm

Sam Fuller è quello che si può tranquillamente definire un cult-director, anzi, direi che la definizione dovrebbe esser stata coniata  apposta per lui e poi, via via, associata ad altri per similitudine. Il mio primo contatto con Sam Fuller fu tramite la visione dell'immenso Pierrot le fou - Il bandito delle ore 11 di Jean Luc Godard, nel quale interpreta se stesso (il mio primo, devastante, grande amore Godard, dopo il maestro Fritz Lang in Le Mepris, chiamava in campo un altro leone a dichiarazione di intento-missione!!). Poi, qualche anno più tardi, fui letteralmente travolto dalla visione in sala di Shock Corridor - Il corridoio della paura, anzi, ora che faccio esercizio di memoria, credo di essere stato proprio io a proiettarlo quel 35mm. 
Sam Fuller è uno di quei rari cineasti che riusciva a fare cinema anche senza la macchina da presa; durante una passeggiata primaverile, davanti ad una birra in una delle più belle piazze d'Italia, Amos Poe mi raccontò del suo viaggio da New York a Milano in compagnia di Sam: entrambi erano diretti al Festival di Salsomaggiore di Adriano Aprà; Sam arrivava da Los Angeles e Poe lo raggiunse a bordo dell'aereo che faceva scalo a New York. L'anziano regista portava con se due termos di Bloody Mary, da lui preparato. Uno l'aveva già terminato nel tratto LAX-JFK, l'altro l'avrebbero finito lui ed Amos volando fino a Milano..."immaginati", mi disse Poe, "volare ad un festival in Europa seduto accanto a Sam Fuller che, per tutto il viaggio, ti fuma il sigaro in faccia e ti parla di cinema... cazzo, dovevo assorbire tutto, ogni lettera, pausa, respiro... ed il bloody mary. Alla conferenza stampa in Italia ero talmente ubriaco di alcol e mito che non riuscii ad aprir bocca, ma tanto parlò Sam!!"

Non a caso, e poi parliamo del film, ma anche no... insomma, non a caso, un altro mostro sacro come John Waters - di cui è inutile dire che adoro ogni cosa che faccia, ancor prima che la faccia!! - nel suo omaggio al guerrilla-filmaking, che è l'esilarante Cecil B. Demented - A morte Hollywood, annovera Sam Fuller tra i nomi dei registi tatuati sui corpi dei membri del gruppo terrorista, nemico giurato del cinema per famiglie.
Dyna right forearm tattoo - Cecil B. Demented, J. Waters 2000
Come ogni artista realmente interessante, Sam Fuller soffre di una cattiva distribuzione e conservazione delle sue opere. Non dico che i suoi film siano introvabili, ma comunque, se desiderate approfondire un po' la sua conoscienza, scoprirete che non è poi così facile reperirli; dovrebbero essere considerati patrimonio dell'umanità, invece... Perchè dico questo? Non per fare della bassa polemica da bar, anche se la polemica non è mai bassa e tantomeno lo sono i bar, ma per dire che solo ieri sono riuscito ad avere una copia italiana di Naked Kiss e sono riuscito finalmente a godermelo in una ottima versione DVD, grazie alla mitica Enjoy Movies (ma un po' di grafica carina per le copertine la vogliamo fare??!!). Il film va visto in lingua originale con i sottotitoli, perchè il doppiaggio italiano è pessimo, come spesso accade con i film classici doppiati all'uopo per la versione DVD... agghiacciante!
Dietro a questa pellicola, uscita ad un anno di distanza dall'altrettanto shockante Shock Corridor nel 1964 (perdonatemi la capriola senza mani), stanno il mitico Leon Fromkess e la Allied Artists (che io ribattezzo Alienated Artists), Sam Fuller, in piena autonomia, produce, sceneggia e dirige.