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| Candace Hilligoss - Carnival of souls, 1962 |
Ci sono alcuni film che, per ragioni diverse e spesso inspiegabili, portano con se un'aura di fascino che va ben al di là delle loro qualità oggettive. Qualche anno fa mi capitò di curare una rassegna a cui detti il titolo di
Hollywood the black e ancora oggi mi sorprendo di quanto quel titolo fosse bello, evocativo e centrato per i film di quel programma; preso a prestito da un verso di una canzone di
Current 93,
HTB sintetizzava in maniera inequivocabile il
mood delle pellicole in rassegna.
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| David Tibet - Current 93 |
Proprio come
I canti di Maldoror scritti dal
Conte di Lautréamont nella seconda metà del 1800, così spesso citati dalla band inglese come fonte di ispirazione, queste tre pellicole sondano il campo del surreale, dell'umorismo acido e tetro, una temporalità sospesa tra realtà e qualcos'altro, in una parola affondano le proprie radici in un terreno che confina senza recinzione con la magia. Il primo film scelto era
Carnival of Souls, di
Herk Hervey. Io mi auguro che tra coloro che leggono ci sia qualcuno che non lo ha ancora visto, perchè la sua condizione è invidiabile.
COS è un'esperienza unica e la prima visione resta impressa nella memoria a vita; uno di quei film che lasciano una sensazione netta e riconoscibile anche a distanza di anni: avete presente la sensazione che lascia la visione di
Eraserhead di
David Lynch? Ecco, anche se le due pellicole non sono nemmeno lontanamente paragonabili, entrambe lasciano quel
non so che dentro, un ricordo nebbioso misto di onirico, malsano, affascinante, seducente e inquietante. Prodotto, scritto e diretto da
Herk Harvey nel 1962 con un budget di 33.000 dollari,
COS non ebbe un grande riscontro al momento dell'uscita nelle sale. Come ogni B-Movie fu relegato al circuito dei Drive-In di provincia e l'impatto sul classico pubblico di teenagers ormonali e in cerca di emozioni forti, si può ben capire, fu un po' freddino.
COS infatti non è un tipico
exploitation movie, di quelli che facevano urlare esaltati i ragazzini e tappare gli occhi alle femminucce. Tutto il film gioca sulla costruzione di un'atmosfera sospesa, traslata di pochissimo rispetto al piano della realtà, tanto da conferire allo spettatore una sensazione di disagio che si trasforma velocemente in una
gradevole inquietudine. Elemento determinate per la riuscita di questo effetto è la location dove il film fu girato. In alcune testimonianze si dice che fu proprio il padiglione del parco abbandonato di
Saltair, vicino a
Salt Lake City, ad ispirare la storia ad Herk Harvey. Di sicuro l'architettura esotica e barocca della costruzione conferiscono agli esterni girati in quel luogo un plusvalore magico e misterioso di per se che, unita alla recitazione straniata della protagonista
Candace Hilligoss, al make up essenziale dei fantasmi-zombie, allo
score cacofonico a base di organo dissonante di
Gene Moore, alla predominante presenza uterina ma minacciosa dell'acqua, creano quell'atmosfera magica che permea tutta la pellicola e che rimarrà nei ricordi di chiunque abbia la fortuna di vederlo almeno una volta.
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| Saltair Pavillion I viewed from the lake, circa 1900 |